Il mio amico Gesù ci racconta la storia di Niko, che vive a Copenhagen, e dell’incontro con un ragazzone hippy, che dice di chiamarsi Gesù Cristo e di essere venuto a fare di lui un ragazzo migliore.

Il mio amico Gesù  è uno dei romanzi che mi ha fatto ascendere al regno dei lettori, partendo dall’inetta condizione umana contemporanea di perdigiorno non lettrice.
Lo dico, ed è importante, proprio per introdurvi a uno di quei libri per chi di solito non legge.

L’autore: Lars Husum

lars husum autoreNon a caso, infatti, l’autore di questo libro è uno sceneggiatore cinematografico di nome Lars Husum – che ha una faccia simpatica anche se  sembra uscito dal film L’Odio – di cui non esiste traccia di biografia in italiano e che quindi non vi posso nemmeno linkare, ma che ha collaborato anche con personaggi del calibro di Lars von Trier.
Questo è chiaramente un segnale del fatto che questo libro non ha avuto in Italia il successo che meritava, mentre è diventato un caso editoriale in Scandinavia e Gran Bretagna. Quel che è bello più di tutto, è che Il mio amico Gesù è stato il suo esordio letterario. Il suo primo libro. Posso immaginare l’emozione, caro Lars.

 

Il mio amico Gesù – la trama

Da IBS

Niko vive a Copenhagen con la sorella maggiore Sos da quando la mamma, popstar famosissima, e il padre postino sono scomparsi in un incidente stradale. Niko vive alla giornata: è imbranato con le ragazze di cui si innamora, scombinato a scuola e nella vita, insofferente verso chi lo ama, rissoso quando si riunisce con l’amico e coetaneo Jeppe e insieme danno la caccia a qualche malcapitato compagno di strada. Niko vive ma la sua vita non sembra avere alcuno spiraglio e l’amore di sua sorella non potrà più essergli sufficiente. Tutto sembra precipitare, quando si intrufola in casa sua un ragazzone hippy, sordo alle proteste e ai colpi di Niko, che dice di chiamarsi Gesù Cristo e di essere venuto a fare di lui un ragazzo migliore. Niko non sa (e non saprà mai) se quello strano tipo è veramente Gesù o un pazzo mitomane ma inizia a dargli retta e a seguire un decalogo per uscire fuori dal suo tunnel. Primo comandamento: lasciare Copenaghen e tornare nel paese dove sua mamma è nata; poi si vedrà. “Il mio amico Gesù” è il racconto feroce e tenero di un viaggio forzato verso la felicità di un giovane che non l’avrebbe mai potuta toccare. E che importa, infine, se il sedicente Gesù sia tale veramente o un ragazzotto pieno di fantasia?

Perché consiglio di leggerlo

Come vi dicevo, si tratta di un libro anche per chi di solito non legge, poiché la velocità e la scorrevolezza delle immagini sono paragonabili appunto a quelle di un film. Ricordo che mentre leggevo sono riuscita a immaginare tutto con una limpidezza e una piacevolezza che di solito è difficile trovare nella lettura, che richiede lo sforzo di immaginazione oltre a quello di concentrazione. Questo, chiamiamolo GAP (ma non lo è assolutamente) che spesso separa i lettori dai non lettori, ovvero da coloro che odiano concentrarsi nella lettura di un libro, viene largamente superato da scene veloci, forti, continuamente interessanti e immaginabili con una grande facilità.
Lo lessi in un periodo in cui non avevo la consuetudine di leggere, e lo divorai letteralmente proprio per questo suo ritmo incalzante.

Per questo motivo, consiglio Il mio amico Gesù a tutti coloro che leggono e che non leggono di solito. Create voi il vostro “film” su questo libro, e chissà che poi non vi venga voglia di leggere altro…

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